A cura di Giovanni Maglio
Era il 15 agosto 2022. Avevo davanti una pagina bianca e una voglia enorme di raccontare la televisione. Il mio primo articolo parlava di Tg1Mattina, un programma che aveva debuttato da appena un paio di mesi su Rai 1. Non potevo certo immaginare che quelle prime righe sarebbero state l’inizio di un viaggio così lungo.
Oggi, a distanza di poco più di quattro anni, mi ritrovo a scrivere queste parole con un’emozione difficile da spiegare. Quello che state leggendo è ilmio articolo numero 500. Cinquecento volte ho affidato a queste pagine un pezzo delle mie idee, delle mie passioni, delle mie giornate. E pensare che tutto era cominciato quasi per gioco, senza sapere dove mi avrebbe portato quella prima pagina.

Da allora, la TV è diventata davvero “Tuttaunaltra”, proprio come la realtà che mi ha accolto e che, giorno dopo giorno, è diventata qualcosa di molto più grande di un semplice spazio dove scrivere. È diventata una comunità, un luogo in cui confrontarsi, scherzare, discutere e, soprattutto, condividere una passione. Una famiglia. Cinquecento articoli sono tanti. Dentro ci sono fasce orarie, storie degli ascolti, analisi, commenti e gli amatissimi “TuttaunaltraTV Awards”, ma soprattutto ci sono più di quattro anni di televisione vissuti con passione, curiosità, irriverenza e quel pizzico di ironia che, credo, non guasti mai.
Ma dietro quei 500 articoli ci sono anche momenti frenetici alla ricerca di un dato, statistiche confrontate, parole cambiate e ricambiate, idee annotate magari all’improvviso. Ci sono programmi amati e programmi decisamente meno amati. C’è, in fondo, una piccola parte della mia vita.
È stato un grande piacere, ma anche una grande responsabilità. Da inizio anno, attraverso i social, sono state circa 50.000 le persone entrate incontatto con i miei articoli. Un numero che emoziona e che, allo stesso tempo, fa sentire ancora più forte la responsabilità di scegliere con attenzione i temi da affrontare, i dati da raccontare e soprattutto le parole da utilizzare. Perché dietro ogni articolo non ci sono soltanto numeri e programmi televisivi: c’è la voglia di raccontare un pezzo del piccolo schermo attraverso il mio personale punto di vista, provando a non prendere mai troppo sul serio la televisione, pur prendendola abbastanza sul serio da studiarla, analizzarla e raccontarla con cura.
E allora non posso che approfittare di questo traguardo per ringraziare Federico, ormai prima di tutto un amico, per la stima, la fiducia e per lo spazio che mi ha concesso in questi anni. Un rapporto nato attraverso la televisione e cresciuto ben oltre essa, fino a diventare una parte importante di questo mio percorso. E penso anche a tutte le persone che, in questi anni, hanno letto un mio articolo, lasciato un commento, condiviso un pezzo, mandato un messaggio o semplicemente dedicato qualche minuto del proprio tempo a ciò che avevo scritto. Forse è proprio questo il senso più bello di tutto: sapere che, dall’altra parte dello schermo, quelle parole sono arrivate a qualcuno.
Perché alla fine, dopo 500 articoli, quello che rimane non sono soltanto i numeri degli ascolti o i titoli dei programmi. Rimangono le persone, le emozioni e i ricordi costruiti lungo il cammino.
E allora sì, oggi mi concedo di fermarmi un momento e guardare indietro. Alla prima pagina, a quel 15 agosto 2022, e a tutto quello che è venuto dopo. 500 articoli dopo, la voglia di raccontare la televisione è ancora tutta qui. Forse più forte di prima.
E allora che di questi giorni ce ne siano altri 500.
E non solo.