A cura di Giovanni Maglio

Un viaggio alla ricerca della conoscenza, per scoprire l’ignoto e lasciarsi stupire dalle meraviglie della natura, della storia e del mondo che ci circonda.
Parliamo de “Le grandi domande di Freedom”, in onda il martedì in prima serata su Rete 4. Dopo sette edizioni, Freedom – Oltre il confine cambia volto e propone un ciclo di cinque serate nelle quali Roberto Giacobbo prova a rispondere ad alcune delle domande più curiose poste dal pubblico, spaziando dalla storia alle scienze, dall’archeologia ai misteri del nostro pianeta. Guardiamo quindi gli ascolti dei documentari di Freedom, proponendo anche un inedito confronto con “Voyager”, storico programma condotto dallo stesso Giacobbo. E proprio questo confronto permette di aprire una riflessione più ampia. Solo qualche giorno fa abbiamo discusso della crisi di ascolti di Alberto Angela con Noos: oggi siamo costretti a tornare sul tema, perché anche il prodotto divulgativo di Giacobbo sembra attraversare una fase di difficoltà.
Il problema, tuttavia, potrebbe non essere necessariamente il prodotto. Freedom continua ad avere tutte le caratteristiche per funzionare: divulgazione, mistero, storia, viaggio e quella componente di curiosità che da sempre rappresenta il marchio di fabbrica di Giacobbo.

A penalizzarlo, ancora una volta, sembra essere soprattutto la collocazione televisiva. In poco più di otto anni sulle reti Mediaset, il programma ha dovuto fare i conti con una programmazione tutt’altro che stabile e addirittura con due cambi di rete, passando da Italia 1 a Rete 4 e cercando ogni volta di ricostruire il proprio pubblico.
È difficile fidelizzare uno spettatore quando è lo stesso programma a cambiare continuamente casa, giorno e contesto editoriale. E allora la domanda diventa inevitabile: perché non riportare Freedom a Italia 1?
La mia proposta sarebbe quella di affidargli il lunedì sera, una collocazione che porta con sé una forte memoria televisiva. È stata infatti la serata storica di Voyager e, in alcune edizioni, anche di Freedom. Un modo per ricostruire un’identità precisa e riconoscibile, sfruttando anche la maggiore affinità tra il linguaggio del programma e il pubblico della rete giovane.
Non si tratterebbe soltanto di trovare una nuova collocazione a Freedom, ma di restituire a Italia 1 un genere che oggi manca quasi completamente: quello della divulgazione popolare, del viaggio, della scoperta e della curiosità.
In una rete che necessita ormai di nuove produzioni e di una maggiore varietà nell’offerta, Giacobbo potrebbe rappresentare una risorsa preziosa.
Perché forse Freedom non ha bisogno di cambiare ancora una volta pelle.
Ha semplicemente bisogno di trovare finalmente una casa.

