A cura di Giovanni Maglio
Il game show in cui cinque concorrenti si sfidano in diverse prove a eliminazione, fino ad arrivare alla fase finale del gioco, la rinnovata Ghigliottina. Avrete sicuramente capito che stiamo parlando de “L’Eredità Summer”, spin-off dello storico game show del preserale di Rai 1, chiamato quest’estate a fare gli straordinari al posto di “Affari Tuoi” nella fascia dell’access prime time. Guardiamo dunque gli ascolti della trasmissione, conclusasi ieri, e proponiamo un interessante confronto con quanto accaduto lo scorso anno.Se nella passata stagione Rai 1 si era fatta trovare sostanzialmente impreparata di fronte all’arrivo de “La Ruota della Fortuna”, capace di dilagare molto rapidamente sulla rete avversaria, quest’anno la risposta della prima rete Rai è arrivata. Il problema è che, nonostante il tentativo di puntare su un titolo forte e riconoscibile, “L’Eredità Summer” non è riuscita a ottenere gli ascolti sperati.
La trasmissione ha infatti fatto peggio sia del “Techetechetè” nella sua versione classica, sia della versione “Top Ten” condotta da Bianca Guaccero e inserita quasi a sorpresa nel palinsesto estivo proprio nel tentativo di arginare la forza di Canale 5.
Ed è proprio da qui che, a mio avviso, dovrebbe partire una riflessione sulla gestione dell’access prime time estivo di Rai 1.“Techetechetè” rappresenta una risposta identitaria e, personalmente, la ritengo anche una soluzione adeguata per la fascia. Un programma breve, immediato, riconoscibile e profondamente legato alla memoria della televisione italiana, capace di accompagnare il pubblico verso la prima serata senza dilatare eccessivamente i tempi.
Soprattutto durante l’estate, Rai 1 potrebbe sfruttare questa caratteristica a proprio vantaggio: un access più breve ed efficace permetterebbe di iniziare la prima serata a un orario più decente, evitando di sacrificare il prime time per inseguire a tutti i costi la concorrenza nella fascia precedente.“L’Eredità Summer” ha dunque rappresentato un esperimento interessante, ma i risultati raccontano una storia abbastanza chiara: non sempre la risposta alla concorrenza deve essere necessariamente un altro game show. A volte, per Rai 1, la scelta più forte potrebbe essere proprio quella di tornare a ciò che la identifica maggiormente.
