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LA STORIA DEGLI ASCOLTI DEL DAVID DI DONATELLO

A cura di Giovanni Maglio

È il più prestigioso premio cinematografico italiano, la celebrazione annuale del grande cinema nazionale che quest’anno ha visto il trionfo di Le città di pianura di Francesco Sossai, capace di conquistare ben otto statuette nel corso della serata.

Parliamo dei David di Donatello, storica manifestazione nata nel 1956 e trasmessa in televisione dal 1963, oggi appuntamento fisso della prima serata di Rai 1. Un evento che, anno dopo anno, riunisce protagonisti del cinema, registi, attori e produttori in una lunga notte dedicata al racconto dell’industria cinematografica italiana. L’ultima edizione, la sessantunesima, è stata condotta da Flavio Insinna e Bianca Balti, chiamati a guidare una cerimonia ricca di premi, omaggi e momenti dedicati ai grandi protagonisti del cinema italiano contemporaneo.

Guardando alla storia degli ascolti a partire dal 2010, emerge un andamento altalenante, strettamente legato sia al richiamo mediatico dei film candidati sia all’evoluzione delle abitudini televisive del pubblico. Nel corso degli anni, i David di Donatello hanno alternato edizioni capaci di superare ampiamente i tre milioni di telespettatori ad altre più contenute, pur mantenendo il ruolo di principale evento cinematografico televisivo italiano.

L’edizione appena andata in onda, tuttavia, segna un dato particolarmente negativo sul fronte Auditel. Rispetto allo scorso anno, infatti, gli ascolti risultano in calo, con la cerimonia che si posiziona come la meno seguita disempre in termini di telespettatori, considerando esclusivamente le edizioni trasmesse su Rai 1.

Un risultato che evidenzia le difficoltà sempre maggiori incontrate dagli eventi culturali televisivi nel coinvolgere il grande pubblico generalista, soprattutto in un contesto caratterizzato dalla frammentazione dell’offerta e dalla crescente concorrenza delle piattaforme streaming. Anche la lunga durata della cerimonia e il linguaggio più istituzionale rispetto ad altri eventi dello spettacolo possono aver inciso sulla flessione registrata. La sfida per il futuro sarà probabilmente quella di trovare un equilibrio tra prestigio culturale e linguaggio televisivo contemporaneo, cercando di rendere la cerimonia più accessibile e coinvolgente anche per il pubblico più giovane, senza perdere l’autorevolezza che da decenni contraddistingue il premio.