A cura di Giovanni Maglio
Economia, tecnologia, conflitti internazionali e risorse strategiche: il mondo cambia rapidamente e con esso anche gli equilibri politici ed economici. Al centro del racconto c’è soprattutto l’America, osservata da Washington fino a New York, alla vigilia delle elezioni Midterm, il voto di metà mandato destinato a ridisegnare gli equilibri del Congresso e a incidere sul futuro politico degli Stati Uniti. Sono queste le grandi sfide di potere al centro di Risiko, il programma condotto da Federico Rampini, in onda il giovedì in seconda serata su Canale 5.
Un appuntamento che intreccia attualità e approfondimento, attraverso il racconto dei principali scenari internazionali, e che è giunto alla sua seconda edizione, trasmesse in poco più di dieci mesi.Ripercorriamo la storia degli ascolti della trasmissione, per capire come il pubblico abbia accolto il ritorno del programma e quale sia stato il percorso della nuova stagione. I numeri, purtroppo, restituiscono un quadro tutt’altro che positivo: gli ascolti sono in caduta libera, con un evidente ridimensionamento rispetto al precedente ciclo di puntate.

Una flessione che porta inevitabilmente a interrogarsi sulle scelte editoriali e di palinsesto adottate da Canale 5. A partire dal cambio di collocazione settimanale, con il passaggio al giovedì, una decisione che appare difficile da comprendere alla luce dell’importanza del traino per la seconda serata. Il precedente ciclo, infatti, poteva beneficiare della spinta di A testa alta, la fiction con Sabrina Ferilli che aveva ottenuto risultati particolarmente brillanti. Un contesto decisamente diverso rispetto a quello attuale, nel quale il programma si trova a dover costruire il proprio pubblico senza poter contare sul medesimo sostegno della prima serata.Ma non è soltanto una questione di collocazione. C’è anche un interrogativo sulla frequenza con cui vengono riproposti questi appuntamenti. Era davvero necessario tornare in onda con un nuovo ciclo di Risiko a così pochi mesi dalla precedente edizione? Il programma, più che un tradizionale spazio di informazione, si configura come un racconto documentaristico dei grandi avvenimenti contemporanei, una formula che avrebbe forse potuto beneficiare di una pausa più lunga. Attendere gennaio avrebbe consentito di dare maggiore respiro al prodotto, evitando una riproposizione così ravvicinata.
Il tentativo di rafforzare la seconda serata di Canale 5 attraverso l’informazione continua dunque a incontrare difficoltà. E mentre Risiko fatica a confermare i risultati del passato, resta aperta la questione di quale volto e quale formula possano davvero dare nuova linfa a questa fascia oraria. Si guarda così, inevitabilmente, a un possibile ritorno di Enrico Mentana, pronto a lasciare il TGLA7 a fine anno con Matrix, senza dimenticare la seconda serata di Bianca Berlinguer, annunciata con grande enfasi ma che, almeno finora, non ha ancora trovato una collocazione concreta.
Per Canale 5 la sfida resta quella di costruire un’offerta di seconda serata riconoscibile e competitiva. Perché non basta proporre contenuti di approfondimento: occorre anche individuare il momento giusto per trasmetterli e, soprattutto, creare le condizioni affinché possano trovare il proprio pubblico.
